
E’ successo a L’Aquila, nota località colpita, 19 mesi fa, da un gravissimo terremoto, e poi sfruttata dal governo come vetrina mediatica per vantare opere miracolose fatte di sperperi inaccettabili a beneficio di alcuni prescelti.
Zuppa di legumi, selezioni di salumi e formaggi locali, crespelle di verdure, ravioli al sugo tradizionale, prosciutto affumicato con ananas, bocconcini di vitello al sugo e dolce di mascarpone agli agrumi. Il tutto servito da, tre camerieri qualificati, uno chef della federazione italiana cuochi, e il maitre che segue regolarmente i più importanti eventi dell’ azienda, compreso il G8 aquilano. Questo era il menù del catering del ministro, completamente gratuito, un omaggio (e che omaggio!) al convegno.
Brunetta, non solo si è presentato con un largo ritardo di 30 minuti mettendo in difficoltà tutta l’organizzazione del ristorante, ma si è anche lamentato fomalmente.
Sappiamo bene che i porci non sono animali irrispettosi, si rotolano nel cibo, lo mangiano., poi, come Brunetta, ci cagano sopra.
Invece di ringraziare il ristoratore Paolo Pacilli per il dono ricevuto, il ministro ha mandato una lettera formale di lamentele tramite il suo portavoce :” Pane raffermo, speck mediocre avvolto nelle fette di ananas (roba che neanche gli inglesi), tiramisù giallognolo e improbabile, salame rancido. Il tutto servito da un cameriere per caso”-poi conclude- “Posso garantirvi che il catering che avete offerto oggi alla Regione in occasione del forum dell'Innovazione verrà ricordato a lungo dal ministro Brunetta, dal prefetto Lurato, dal presidente della Regione Chiodi, dal sindaco Cialente e dal rettore dell'Università Di Orio. Complimenti vivissimi”.
Il signor Pacilli fa sapere che non si scuserà, e ci mancherebbe!
Consiglierei a tutti i ristoratori di smettere di offrire a questi porci politici, privilegi, sconti e regali… non ne sono degni.
Consiglio personalissimo al sig Pacilli, la prossima volta ci metta l'arsenico (e poi dica che era nell'acqua del rubinetto usata per cucinare)
Quanta bassezza e mediocrità, oltre alla statura, intendiamoci.
Helene Benedetti
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