
Ricevo, rispondo e pubblico ad una mail di lamentele ricevuta dal mio Direttore riguardo l’ultimo articolo che ho scritto: Vodafone: azienda macina profitti e macina dipendenti.
“Buonasera Direttore,
Ho letto con attenzione l'articolo....ci sono dei punti che non mi tornano...io sono una ceduta...ma mi piace dire che sono una dipendente di Comdata Care S.p.A. azienda del Gruppo Comdata.
Le avevo scritto una lettera lunghissima spiegandogli che molte parti dell'articolo di oggi non corrispondono alla realtà, punto per punto avevo "risposto" alle varie questioni....
poi però mi son fermata e ho pensato che avrei iniziato probabilmente una lotta infinita contro chi dice queste cose che vi hanno probabilmente segnalato e sulle quali avete scritto l'articolo
però qualcosa la voglio dire
vi hanno fatto scrivere cose non vere, vi hanno descritto situazione che a leggerle viene da sorridere.... (le faccio l'esempio della strada pericolosa.....lei lo sa quanto dista la sede di comdata care da quella di vodafone? circa 500 metri....stessa zona...stesso grado di criminalità....stessa identica pericolosità, con la sola differenza che in vodafone si lavorava anche fino a mezzanotte, in comdatacare fino alle 20...)....pensandoci gliene devo dire un'altra che mi fa sorridere.....il parcheggio....in vodafone c'era il parcheggio interno...che come può immaginare alle 9 del mattino era strapieno.... (non era nel contratto...nel mio non c'era) e poi si doveva cercare altrove.....ah no aspetti la prego, un'altro punto....la navetta vodafone portava i dipendenti (ma mica passava ad ogni ora del giorno e della notte...solo negli orari di entrata e uscita di un normale ufficio)...dalla metropolitana di bisceglie fino alle varie sedi che sono tutte nel raggio di un paio di
km dall MM....beh le dico che la sede di comdata care dista dalla MM circa 300 metri...c'è bisogno di una navetta? una volta che hai acquistato il biglietto della metropolitana si può usufruire anche dell'autobus che, guarda caso, parte dalla MM e tempo una fermata ( e sottolineo una) si ferma esattamente davanti al cancello della sede....Non mi dilungo oltre, gli argomenti sono davvero tanti.....
Sa qual è il problema caro Direttore, è che noi ex dipendenti Vodafone per 10 anni (qualcuno meno, qualcuno di più) abbiamo vissuto in un’azienda come poche ce ne sono in Italia, dove tutto era meraviglioso, innovativo, dinamico e tante persone ci hanno messo il cuore e l’anima in questa azienda…io per prima….stipendi più alti della media….premi risultato (io prendevo anche 5.000€ lordi…mio martito in un’azienda competitor ne prendeva 900)….regali a natale….feste megagalattiche….insomma abbiamo vissuto una realtà lavorativa completamente diversa da quella della maggior parte dei comuni mortali che erano al di fuori del nostro mondo…. Finito il sogno per molti è iniziato l’incubo….ma quale incubo… troppo tempo chiusi nel mondo Vodafone non ha consentito a molti di vedere che cosa c’era fuori di li….cassa integrazione, disoccupazione, lavoratori con stipendi da fame, laureati in fabbrica perché il mercato è saturo o in crisi o vogliono
l’esperienza…..ma di che cosa ci si lamenta????
Sul caso wind…non apro il discorso ma anche li dovremmo stendere un velo pietoso e la mia famiglia purtroppo ha vissuto anche quella cessione maledetta! Qui ci sarebbe da indagare, questa è stata una gestione scandalosa, non quella di Vodafone…. Provi a chiedere ai ceduti Vodafone come si sta senza stipendio per 6 mesi con figli danutrire e mutuo da pagare…loro non le sapranno rispondere…i ceduti wind si…entrambi i genitori lavoratori, loro malgrado, Omnia….senza stipendio….per 6 mesi!!!! E qui ci si lamenta perché non c’è il parcheggio?la navetta? Ma stiamo scherzando? Dovrebbero vergognarsi!
Diamo voce a chi ne ha bisogno….bisogno vero….
Se vuole altri dettagli sarò ben lieta di darglieli ma per ora mi fermo qui… e la ringrazio di cuore per il tempo che dedicherà alla lettura di questa prolissa e-mail…ma credo che l’oggettività sia costruttiva la rabbia non lo è mai….
Le porgo cordiali saluti”
Cara ceduta di Milano dici bene quando rifletti sulle disparità di trattamento, sul destino toccato ai lavoratori Eutelia e a quelli di Omnia; a loro è andata peggio che ai ceduti Vodafone, ma c'è una profonda differenza tra la prima e la seconda: i ceduti sono stati venduti con l'"apparenza" di un grande accordo, con il sostegno dei sindacati e con ipotetiche garanzie che purtroppo ne' i lavoratori di Eutelia ne' quelli di Omnia avevano ricevuto. La questione è proprio questa: loro prima e noi ora siamo stati semplicemente dismessi, e i sindacati hanno consentito tutto questo, senza svolgere la funzione di salvaguardia che dovrebbe essere all'origine di qualsiasi rivendicazione sindacale, e senza intervenire a posteriori quando la situazione ha cominciato a rivelarsi nella sua vera natura.
In merito al fatto che la situazione non sia tanto male per i ceduti Vodafone, direi che le tue motivazioni mancano di spessore: la distanza tra la sede Vodafone Milano e quella, ormai ex, di Comdata Care è sì di soli 500 metri, ma questo non comporta che la pericolosità della strada sia la stessa: Vodafone ha l'ingresso su una stradina interna, Comdata Care ha l'ingresso direttamente su via Bisceglie, e via dicendo per le altre precisazioni da te fatte, tese a sdrammatizzare la situazione; non voglio farne una questione di lana caprina: il punto essenziale, lo ripeto, è che le disgrazie di Eutelia e di Omnia, gravissime, ricadono in un ambito differente da quello di Comdata Care: I lavoratori di Omnia NON hanno voluto/avuto un accordo, forse nella speranza che il ricorso alla magistratura potesse avere più facilmente esito positivo (e purtroppo così non è stato), mentre l'accordo Vodafone-Comdata Care è stato celebrato per caratteristiche di garanzia che, a tre anni dalla firma, sono scomparse.
Sicuramente c' è chi sta peggio , così com'è senz'altro vero che in Africa centrale si vive mediamente molto peggio che qui da noi, ma questo non deve far accettare il mancato rispetto degli accordi firmati. Non bisogna livellarsi verso il basso, ma piuttosto lavorare per alzare il livello di attenzione e di intervento a tutela dei lavoratori, opponendosi al tentativo di indurre un generale senso di fatalità inteso a giustificare la degenerazione verso un sistema distorto nel quale i diritti dei lavoratori sono merce di scambio in forme di baratto locali, magari stipulati a voce, e la presenza di un accordo scritto viene sminuita se non del tutto ignorata. L'assenza di un accordo è assurda, ma il mancato rispetto in sua presenza implica che quell'accordo è privo di valore, e che i soggetti deputati alla tutela in senso lato dei lavoratori non hanno in realtà più alcun potere di intervento e che stiamo consentendo che i diritti acquisiti con tanto sacrificio in anni di battaglie finiscano nello scarico del gabinetto.
I ceduti di Vodafone non erano impiegati di Marketing o di Finanza aziendale, ma operatori di call center di un'azienda in continua espansione. Il premio di produzione, pur non trascurabile, consentiva di sistemare i pagamenti del mutuo, ma lo stipendio medio non era tale da offrire molta tranquillità, a meno che tu non fossi un team leader o più, cosa che cambierebbe parecchio la prospettiva: ancora oggi i manager e molti team leader hanno pronta una ciambella di salvataggio ben diversa nella prospettiva del dopo 2014 all'interno del gruppo Comdata. In quest'ottica ben si comprende il compiacimento nell'affermare che si "lavora per Comdata Care società del gruppo Comdata". Ora neanche quella rata di mutuo c'è più, quantunque il passaggio, secondo l'accordo, sarebbe dovuto accadere "a parità di condizioni".
Non va dimenticato che una quota del premio produzione è stata incamerato da Comdata care, che l'ha intascata per coprire le proprie necessità, usando soldi destinati ai lavoratori. E’ occorsa la vittoria di due cause per sbloccare parzialmente la situazione e far sì che l'azienda consegnasse i 900 euro una tantum, previsti da Vodafone in origine.
In merito al fatto che gli ex dipendenti abbiano " vissuto una realtà lavorativa completamente diversa da quella della maggior parte dei comuni mortali", ancora una volta, forse la tua realtà di Team Leader (?) o di manager ha alterato la percezione del contesto: timbrature pro-forma, premio sugli obiettivi e premio sul risultato, convention, per non parlare dell'autonomia di gestione e così via, non si fa fatica a capire che il lavoro apparisse facile. Come operatore di call center, invece, la vita non era certo rose e fiori, tra formazione a tambur battente e l'ossessiva pressione costante mirata a ridurre i tempi di gestione. Sentivi di essere carne da macello, ma almeno percepivi il senso di qualità che derivava dall'attenzione al cliente; ora sei carne da macello e ti senti pure preso per i fondelli quando, il giorno dopo la sentenza, senza ormai più neanche il timore di un provvedimento correttivo, il datore di lavoro cambia in peggio le condizioni di lavoro, chiudendo sedi o spostando dipendenti in barba agli accordi originali, ribadisco, scritti.
Per finire, una precisione: anche il call center Vodafone pullulava di laureati in cerca di più seria occupazione, per cui Comdata, Care it or not, non è peculiare neanche in questo.
Non hanno nostalgia di Vodafone, hanno nostalgia di un periodo morto con la nascita dei call center, un periodo in cui in questo Paese un laureato poteva sperare di diventare ciò per cui aveva studiato e un lavoratore sapeva che il tempo di prova sarebbe durato 6 mesi e non 10 anni, hanno nostalgia di un periodo italiano in cui paradossalmente vi era più giustizia sociale di quanta ve ne sia oggi, cioè zero e questo perché collettivamente si dava valore al lavoro e alle persone.
Helene Benedetti
| < Prev | Next > |
|---|




